Associazione culturale Devolution Club

RELAZIONE

all’Assemblea ordinaria

(Firenze, 3 dicembre 2010)

PREMESSA

Siamo oggi riuniti a Firenze per la quinta Assemblea ordinaria del Devolution Club, nella quale si affronteranno impegnative questioni inerenti al rinnovamento della nostra associazione sotto il profilo sia organizzativo sia scientifico.

Innanzitutto ringraziamo il CESIFIN “Alberto Predieri”, nella persona del suo Presidente Prof. Giuseppe Morbidelli, per la cortese ospitalità; il Prof. Paolo Grossi per la splendida Lectio Magistralis che ha preceduto questo momento assembleare; e Ginevra Cerrina Feroni per la preziosa collaborazione nell’organizzazione di questo nostro incontro fiorentino. Un grato ringraziamento va inoltre al personale del CESIFIN per l’efficiente organizzazione.

QUALE “SVOLTA ASSOCIATIVA”?

Nella relazione della precedente Assemblea (Roma, 11 dicembre 2009) questo 2010, che ormai volge al termine, era stato preannunciato come «l’anno di una significativa svolta». La svolta c’è stata davvero, ma non tutta nel senso che il Direttivo aveva auspicato.

Da un lato, come nelle intenzioni dichiarate nella relazione dell’Assemblea 2010, non si può fare a meno di registrare gli effetti di quella significativa espansione dell’impegno scientifico della nostra associazione che avevamo progettato: l’approvazione del PRIN 2008 “Costituzioni e sicurezza dello Stato”, l’attività seminariale autonoma o collegata a tale Progetto e l’intensificazione di molti rapporti scientifici sono significativi momenti di impulso che dimostrano quanto la fase espansiva sia concreta e, soprattutto, suscettibile di ulteriori sviluppi che possono andare oltre le aspettative. Maggiori dettagli nella parte centrale di questa relazione.

Ma, dall’altro lato, non si possono ignorare gli effetti provocati dal delinearsi della questione cd. “dei due Direttivi”: in tal modo possiamo convenzionalmente denominare la situazione che è stata creata dall’acquisto di efficacia di una clausola dello Statuto dell’associazione DPCE, introdotta con una apposita modifica statutaria deliberata nell’Assemblea ordinaria di questa associazione tenutasi nell’aprile 2008, con cui si stabiliva una condizione di incompatibilità tra l’appartenenza al Direttivo DPCE (associazione alla quale molti del Devolution Club appartengono) e la contemporanea appartenenza a Direttivi di altre associazioni aventi finalità analoghe alla DPCE.

Questa clausola, che in un primo momento era lasciata in quiescenza, è stata successivamente attivata in occasione del parziale rinnovo del Direttivo DPCE. Il che ha fatto sì che tre componenti del Direttivo Devolution Club, in quanto precedentemente cooptati in quello DPCE, siano stati posti di fronte alla perentoria alternativa di far parte dell’uno o dell’altro Direttivo. La loro opzione è stata a favore del Direttivo DPCE, e ciò ha comportato le loro dimissioni dal Direttivo Devolution Club.

Si riporta all’Assemblea questa notizia non certo per sottolineare la vicenda con sterili accenti polemici, ma per ragioni di mera democrazia associativa. Infatti le simultanee dimissioni, soprattutto se indotte dall’esterno, di tre attivi componenti del nostro Direttivo (di cui due, Angelo Rinella e Tommaso Edoardo Frosini, sono tra i fondatori dell’associazione e una, Ginevra Cerrina Feroni, era entrata nel collegio più di recente) sono un dato macroscopico di cui è bene – come ha esplicitamente deciso il Direttivo nella sua ultima riunione dell’11 ottobre 2010 – che i Soci del Devolution Club non restino all’oscuro e su cui a essi sia data la possibilità di crearsi una libera opinione per valutare ciò che talvolta può accadere nello scacchiere complessivo della comunità scientifica. In altri termini, s’è scelto di osservare scrupolosamente la linea del «riferire, non criticare» e pertanto la questione è qui presentata sine glossa, sia per evitare eccessive drammatizzazioni, sia perché è bene che l’oggettività – resti l’atteggiamento etico di una associazione in cui i rapporti di amichevole stima contino più delle appartenenze formali.

D’altra parte, i tre dimissionari conservano un forte legame con il Devolution Club essendone soci attivi. Nulla si perde, e l’amicizia e la comprensione restano immutati e ancora più profondi e solidi.

Ma quel che conta a questo punto è, se di effetti della simultanea perdita di tre componenti del Direttivo si deve ragionare, ebbene sta a noi far sì che questi effetti non siano negativi, ma volgano al meglio affinché – in attesa che al di fuori del Devolution Club si realizzino contesti migliori – un evento oggettivamente dannoso, anziché irreparabile, sia invece un motivo di rinnovamento della nostra esperienza associativa.

È in tale prospettiva, l’unica davvero costruttiva, che il Direttivo pensa di dar luogo a una riorganizzazione informata a maggiore interdisciplinarietà e che, senza negare la genealogia giuscomparatistica del Devolution Club, segni un’ulteriore tappa della sua apertura intellettuale.

Da qui, la determinazione di reintegrare il Direttivo con nuovi tre componenti, e di individuare questi non più tra i pubblico-comparatisti, bensì tra colleghi attivi in settori intellettualmente e metodologicamente affini al percorso del Devolution Club.

Senza timore di essere ripetitivi, giova in proposito tornare a sottolineare che questo percorso ha condotto il Devolution Club, un tempo informale gruppo di ricerca sulle politiche britanniche di decentramento territoriale, a sodalizio culturale non corporativo impegnmato nel dare forma a una più approfondita riflessione sulle trasformazioni della statualità contemporanea. È in tale spirito che esso si è fatto promotore di occasioni di dialogo tra diverse culture costituzionali (da qui i diversi Colloqui costituzionalistici tenuti all’estero), di importanti progetti di ricerca (i PRIN 2004, 2006 e 2008); di numerosi seminari e convegni su temi inerenti all’evoluzione dello Stato e alla cultura giuridica (da qui, per esempio, i Seminari annuali fino all’odierno in cui è risuonata la potente voce di Paolo Grossi); di un Comitato scientifico formato da un autorevole parterre di studiosi europei.

A ciò va aggiunta un’ulteriore riflessione. Sebbene Il Monitore Costituzionale, collana di testi costituzionali storici commentati, non sia una iniziativa ufficiale del Devolution Club, a essa hanno finora contribuito, e contribuiranno nel futuro, molti soci. Con il Monitore stiamo raccogliendo quel guanto di sfida che è stato lanciato da chi ha rimproverato ai pubblico-comparatisti di sottovalutare l’importanza della storia costituzionale o addirittura, persi in tecnicismi metodologici, di non averne maturato un’adeguata conoscenza. Lungo questo itinerario ci possiamo pertanto porre in sintonia con l’esortazione di Fredrich Julius Stahl che invitava non a « imparare la storia del diritto, ma [a] conoscere il diritto storicamente».

Per tutti questi motivi il Direttivo si propone di coinvolgere – affinché si rendano anch’essi protagonisti delle elaborazioni associative – un privato-comparatista, uno storico delle istituzioni e uno scienziato della politica. Il che di certo orienterà la nostra associazione verso prospettive più interdisciplinari e verso un maggior senso di apertura e di dialogo: sebbene esso sia formato prevalentemente da comparatisti, il Devolution Club ha oggi di fronte a sé la preziosa occasione di realizzare un’ulteriore apertura dei propri orizzonti di ricerca, nel superamento dei confini di un approccio giuscomparatistico che, se declinato in senso angustamente corporativo, rischia di risultare troppo restrittivo.

Il Direttivo si augura che l’Assemblea condivida e faccia proprio questo modo di intendere.

LO STATO DELL’ASSOCIAZIONE

I dati immediati che si evincono dall’annuario del Devolution Club rivelano che nel 2010 esso ha riunito 151 soci, di cui 7 Onorari, provenienti da 37 Università.

Ci ha lasciato purtroppo Giorgio Lombardi, Socio Onorario dal 2008: con lui il Devolution Club ha perso un “compagno di strada” alla cui memoria molti tra noi resteranno sempre affezionati.

I soci erano, nel 2009, 169. Questo numero ha subìto una relativa flessione, che è “relativa” nel senso che occorre tener conto che dalla lista dei soci, nel gennaio 2010, sono stati depennati i nomi di tutti i morosi per il biennio 2008-09 (oltre una ventina), e che le nuove iscrizioni (12) hanno in parte compensato la perdita.

Per il 2011 si compierà la medesima operazione a carico di chi, nonostante il memorandum precedentemente inviato con lettera personalizzata, si trovi nella medesima condizione per il biennio 2009-10.

Già con la relazione all’Assemblea 2009 era stata posta in evidenza la questione inerente allla qualità dell’adesione individuale dei soci, collegata sia alla sostanza del Devolution Club che si voleva informata a «una costante comunicazione tra diversi orientamenti di pensiero, tra gruppi di studiosi anche appartenenti a diverse generazioni e, ove possibile, tra diverse aree disciplinari»: una sostanza, questa che è oggettivamente connessa anche al versamento delle quote associative, al cui riguardo si poneva in evidenza «l’intima connessione che sussiste tra queste due dimensioni, ovvero tra l’autofinanziamento che si basa sulla contribuzione dei soci e l’adesione individuale, spontanea e non costrittiva», sicché si pensava «che il protrarsi dell’omissione del versamento delle quote annuali possa essere interpretato in ultima analisi come espressione tacita del venir meno del desiderio di essere membri dell’associazione».

Alla data di questa assemblea, o al più tardi nel primo bimestre 2011, se nel frattempo non saranno pervenute le regolarizzazioni richieste, i soci che non hanno versato le quote nel biennio 2009-10 sono circa 30. Ma poiché il Devolution Club non si propone di conformarsi come associazione di massa né ha finalità corporative, né si preoccupa di dover operare in condizioni di povertà, non dovrà temere il periodico ridimensionamento della quantità dei suoi soci che va interpretato non già come un vulnus della sostanza associativa bensì come un fattore di suo essenziale consolidamento.

Alla riflessione sullo stato dell’associazione si collega la questione del restyling del nostro sito web che si denomina www.devolutionclub.com, e che, con la sua nuova home page e con le nuove sezioni (tra cui la collana telematica “I Miscellanea”, il collegamento con la Corte Suprema del Regno Unito, una più articolata pagina dedicata agli eventi scientifici, ecc.), intende proporsi all’associazione come efficace mezzo di comunicazione.

Anche perché alcune sezioni del sito sono ancora essenziali, se non addirittura scarne, il boom di letture del quadriennio 2006-09 non si è riproposto nella nuova versione. La tardiva attivazione del programma di statistiche non consente di praticare una affidabile comparazione con la situazione pre-restyling, ma comunque si spera di poter rendere il sito sempre più accessibile e utile al Devolution Club e al grande pubblico.

Le questioni di natura economica saranno esposte a parte nella relazione di tesoreria e troveranno sintesi nei relativi conti finanziari su cui si chiederà l’approvazione assembleare.

VERIFICA DEI MANDATI 2010

Prassi del Devolution Club, ormai consolidata, è condurre le proprie verifiche annuali ripercorrendo i mandati emersi dall’Assemblea dell’anno precedente e comparandoli con quanto effettivamente realizzato nell’anno in corso.

Questi gli orientamenti di lavoro alla cui realizzazione l’Assemblea 2009 aveva impegnato il Direttivo:

  • realizzazione del Quinto Colloquio italo-britannico, sul tema della devolution fiscale in Scozia (Londra, maggio);

  • realizzazione di un Colloquio italo-tedesco, sul tema del federalismo fiscale (Lignano Sabbiadoro, primavera);

  • realizzazione di un Colloquio italo-francese (Parigi, novembre o dicembre);

  • attività seminariale “volante” nelle diverse sedi in cui sono attivi gruppi di soci del Devolution Club;

  • sviluppo, ove finanziati, dei PRIN 2008 sui temi della dignità della persona nelle Costituzioni e della sicurezza dello Stato nelle democrazie avanzate;

  • impostazione (eventuale) di un progetto di ricerca autonomo sul costituzionalismo dell’area islamica e africana;

  • giornata di studi sulle magistrature nel diritto comparato (Udine, primavera);

  • bandire il concorso (con premio) per giovani ricercatori per il migliore articolo, da realizzarsi su un tema prescelto dal Direttivo;

  • intensificazione dei rapporti con la IACL (International Association of Constitutional Law) e con il danese Centre for the Constitutionalization of Europe, nonché realizzazione di accordi di cooperazione con altre organizzazioni scientifiche nel campo del diritto costituzionale comparato e della storia delle istituzioni;

  • impiego del sito www.devolutionclub.it in versione rinnovata per una più efficace informazione/comunicazione associativa e sviluppo in esso della collana telematica e di altre sezioni utili alla ricerca comune;

  • acquisizione di fonti di finanziamento autonome da destinarsi all’attività di ricerca e alla partecipazione di giovani soci a convegni, seminari, ecc., ed eventualmente all’invito a eventi associativi di membri del Comitato scientifico;

  • conferma dell’abbinamento tra Seminario annuale e Assemblea ordinaria, come mezzo per incoraggiare la partecipazione dei soci.

Questi punti possono essere riaggregati ripercorrendo in prima battuta lo svolgimento dell’attività seminariale e convegnistica realizzata nell’anno, che si è articolato come segue :

  • V Colloquio costituzionalistico italo-britannico “Fiscal Devolution in Scotland” – relatori: Anton Muscatelli e Giulio Salerno – discussant: Peter Leyland – Londra, Istituto Italiano di Cultura, 10 maggio.

Nonostante gli ostacoli alla partecipazione dall’Italia e dal nord britannico causati dalla nota eruzione di un vulcano islandese, e la sopravvenuta assenza per urgenti motivi di lavoro del co-relatore dall’Italia, l’incontro è stato caratterizzato da una soddisfacente partecipazione di pubblico e da un vivace dibattito, anche con riferimento al federalismo fiscale italiano. Evento realizzato in partnership con la London Metropolitan University.

  • Colloquio costituzionalistico italo-scozzese “Devolution and Fiscal Fderalism in Italy and the UK: Sardinia and Scotland Face to Face” – relatori: Anton Muscatelli e Stelio Mangiameli – discussant: Chris Himsworth – Edimburgo, Istituto Italiano di Cultura, 23 settembre.

Questo incontro ha posto a confronto due forme di decentramento finanziario realizzate in ordinamenti autonomistici speciali (Scozia e Sardegna), con forte presenza di esponenti di Università scozzesi, amministratori locali (anche dall’Italia) e con una Tavola Rotonda finale che ha coinvolto il Vice-Presidente del Consiglio regionale sardo, il Direttore Generale dello Scotland Office, un deputato dello Scottish National Party e il Console generale d’Italia in Scozia. Evento realizzato in partnership con il Consolato Generale d’Italia per Scozia e Irlanda del Nord, con l’ISSIRFA e con l’Università di Edimburgo.

Non hanno invece trovato realizzazione, sebbene programmati in calendario e con luoghi, relatori e partners che erano già in corso di individuazione, i due incontri :

  • Colloquio costituzionalistico italo-francese (Parigi, dicembre) su un tema di “storia costituzionale parallela” nel Centocinquantenario dell’unità italiana ;

  • Colloquio costituzionalistico italo-tedesco (Lignano Sabbiadoro, giugno) sul federalismo fiscale in Germania.

Quanto alla programmata partecipazione del Devolution Club alla Giornata di studi sulle magistrature presso l’Università di Udine (22 settembre), essa non ha potuto realizzarsi secondo l’impostazione originaria.

Ma, in compenso, un nuovo ricco filone convegnistico-seminariale, afferente al PRIN 2008 “Costituzioni e sicurezza dello Stato”; ha mosso i suoi primi passi e altri ne muoverà.

Esso si è finora articolato, attraverso:

  • il Seminario “Elementi di una cultura costituzionale della sicurezza” – relatore: Otto Pfersmann – Bari, Università, 25 marzo.

Primo di una sequenza di seminari formativi del PRIN dedicati ai contenuti intellettuali della nozione di sicurezza dello Stato; proseguendo su tale linea contenutistica, se ne prevedono di analoghi relativi a Germania, Regno Unito, Francia e, possibilmente, Spagna e Russia, da realizzarsi nel biennio 2011-12 in partnership con l’unità di ricerca di Bari del PRIN 2008 e/o con altre unità, “ministeriali” o “aggregate”, dello stesso Progetto.

  • il Convegno “Sicurezza urbana: poteri e garanzie” – relatori: Roberto Borrello, Michelea Manetti, Riccardo Chieppa, Giuseppe Ugo Rescigno, Ferdinando Pinto, Francesco Pizzetti, Fabrizio Battistelli, Alessandro Torre – Monteriggioni-SI, 11 giugno) ;

Realizzato in collaborazione con le unità PRIN 2008 di Siena e di Roma Tre, con il Comune di Monteriggioni e con la Scuola Superiore di Polizia, questo Convegno si inserisce in una rete di incontri dedicati all’approfondimento di questioni di ampio respiro, a carattere comparativo, inerenti alle tematiche delle singole unità di ricerca ;

a cui si aggiunge, organizzato dall’unità PRIN di Roma Tre, il recente

  • Convegno “SmArt City: la sicurezza non è un optional” (Roma, 29 novembre) – relatori (tra gli altri): Salvatore Bonfiglio, M.Luisa Maniscalco, Marco Stancati, Roberto Borrello),

A cui il Devolution Club è intervenuto in collaborazione con la Provincia di Roma, il Laboratorio MultiComp di Roma Tre ed Engineering s.p.a.

Sono in programma altri incontri di cui attualmente in fase di organizzazione, sotto diretta egida PRIN 2008 – Devolution Club,

  • il Convegno “Cybersecurity. Protezione dell’informazione e sicurezza dello Stato” (LUISS-Roma, 9 febbraio 2011) in partnership con gli esperti dello Stato Maggiore dell’Esercito che hanno formato una nuova unità “aggregata” del PRIN 2008.

Per quanto concerne i Seminari annuali del Devolution Club, la formula che li lega all’Assemblea ordinaria realizza un successo sempre maggiore, come dimostra

  • il IV Seminario annuale L’identità del giurista oggi” (Firenze, 3 dicembre 2010), con Lectio Magistralis di Paolo Grossi.

Su questi Seminari, che si collocano nel ciclo dall’impegnativo titolo “Il diritto nelle Università europee: scienza, prudenza o arte?”, va detto che, lungi dal proporsi come incontri di routine, essi si stanno distinguendo per la particolare autorevolezza delle voci impegnate ciascuna in una Lectio Magistralis (2007: Alexandra Braun, da Oxford; 2008: Raoul van Caenegem, da Gent; 2009: Otto Pfersmann, dalla Sorbona; e, appunto, 2010: Paolo Grossi) e per la considerevole pregnanza delle tematiche affrontate.

Il fatto che in parallelo ai Seminari annuali si realizzi una soddisfacente partecipazione assembleare non deve più indurre a ritenere (come invero si ammette di aver fatto in passato) che la Lectio Magistralis sia strumentale all’Assemblea ordinaria del Devolution Club, ma tutto il contrario. Infatti è la nostra democrazia associativa che si alimenta delle Lectiones, ed è funzionale a essa come dovrebbe essere nello spirito di un sodalizio che pone la riflessione scientifica al cuore del suo mandato.

Vi sono, infine, alcune proposte presenti nella programmazione associativa, su cui il Direttivo aveva ricevuto mandati, e che non hanno finora trovato alcuna realizzazione. Si tratta di :

  • bandire il concorso (con premio) per giovani ricercatori per il migliore articolo, da realizzarsi su un tema prescelto dal Direttivo;

  • acquisizione di fonti di finanziamento autonome da destinarsi all’attività di ricerca e alla partecipazione di giovani soci a convegni, seminari, ecc., ed eventualmente all’invito a eventi associativi di membri del Comitato scientifico.

Sarà forse il caso di decidere se tornare a proporli per il 2011 o eliminarli dalla programmazione. Ma probabillmente possiamo continuare a investire su di essi in quanto entrambi finalizzati a promuovere l’attività dei giovani studiosi che fanno parte del Devolution Club o gli gravitano intorno. La parola, su questo punto, all’Assemblea.

Ancora in alto mare il coinvolgimento del Devolution Club nelle attività dell’IACL (International Association of Constitutional Law), della quale siamo soci in forma “collettiva”, ma da cui finora non è pervenuto alcun segnale circa le modalità di formalizzazione di questa corporate membership. Due membri del nostro Direttivo (Valeria Pergigli e Tania Groppi) e diversi soci sono attualmente a Città del Messico per il biennale Convegno IACL, e solamente in virtù di tale impegno individuale si può dire che il Devolution Club vi sia presente. Ma è evidente che si tratta, per il momento, di un coinvolgimento individuale e non preordinato di cui si spera tuttavia si abbia una ricaduta sulla nostra esperienza associativa.

I “NOSTRI” PROGETTI DI RILEVANTE INTERESSE NAZIONALE

Chi ha preso parte alla scorsa Assemblea o ne ha letto la relazione ben ricorderà che nel dicembre 2009 eravamo ancora in attesa del responso dei referees anonimi sui due PRIN 2008 che, al pari di altri, erano stati direttamente promossi dal Devolution Club

Questi PRIN 2008 erano stati selezionati mediante una inedita e molto partecipata operazione di consultazione all’interno dell’associazione che aveva prodotto ben 7 ipotesi tematiche, e che aveva “scremato” i temi della dignità della persona nelle Costituzioni e dei rapporti tra costituzioni e sicurezza dello Stato, ponendoli sotto il rispettivo coordinamento nazionale di Carlo Casonato e di Alessandro Torre.

Dei due PRIN, all’epoca ancora sub judice il primo – sul tema “La dignità della persona nelle costituzioni”, purtroppo non è stato selezionato. Tuttavia il Direttivo, confermandone il particolare valore sotto il profilo della problematica di pensiero costituzionalistico in esso affrontata, deliberava la sua ripresentazione come PRIN 2009 sempre sotto il valido coordinamento di Carlo Casonato e nelle unità di ricerca di Trento, Camerino, Genova, Siena e Torino. Ad oggi, considerati i tempi ministeriali, questo PRIN 2009 è nuovamente in attesa di valutazione, e il Direttivo del Devolution Club spera ardentemente che esso sia considerato meritevole del finanziamento ministeriale.

Il PRIN 2008 “Costituzioni e sicurezza dello Stato: scenari contemporanei e linee di tendenza” ha ottenuto, invece, miglior fortuna.

Articolato in 5 unità di ricerca cd. “ministeriali” (Bari, Roma LUMSA, Roma “Sapienza”; Roma Tre, Siena) e alcune unità cd. “aggregate” (Parma, Roma LUISS, Parma, Bari II, Stato Magigore Esercito, con disponibilità sparse da Bologna e da Taranto ancora in attesa di precisazione), esso è rsultato il maggiormente finanziato nell’area giuridica e l’unico formato – sebbene non del tutto: significativa la componente dei sociologi – da comparatisti del settore giuspubblicistico.

L’attività del PRIN 2008 è in pieno corso (dei suoi seminari e convegni è stato detto in precedenza) e il 2011 si presenta foriero di nuove iniziative che ulteriormente ne puntualizzeranno l’impegno di ricerca: a parte gli incontri seminariali del filone formativo e i convegni in preparazione, si pensa all’avvio di nuovi protocolli di collaborazione con enti di ricerca e istituzioni; all’elaborazione di working papers su temi monografici inerenti all’attività delle singole unità; al varo di un P.O.N. sulla sicurezza locale e nazionale in cui si potrebbero coinvolgere diversi soci del Devolution Club.

Per quanto riguarda il PRIN 2010, il Direttivo ha deliberato di lanciare nuove proposte per la sua messa in opera, in particolare:

  • rilanciando il tema della sicurezza dello Stato, in considerazione dell’estremo impegno e complessità della tematica ;

  • proponendo un nuovo Progetto sul costituzionalismo dell’Islam, ma a condizione che ogni unità si attrezzi adeguatamente con una efficace mediazione linguistico-culturale ;

  • riproponendo comunque la consultazione “aperta” tra i soci, al fine di individuare eventuali ulteriori argomenti e di estendere il raggio d’azione della riflessione scientifica dell’associazione.

Sui primi due Progetti si stanno già delineando le disponibilità di unità già impegnate nei precedenti PRIN e di unità di nuova formazione, ma occorre valutare con molta attenzione la questione di quella che può apparire una condizione di ripetitività (sicurezza dello Stato) e le difficoltà derivanti da una insufficiente preparazione culturale (costituzionalismo dell’Islam).

Per quanto invece concerne la consultazione “aperta”, le di darà attuazione nel gennaio-febbraio 2011, allorché si spera sarà già stato reso noto il responso sul PRIN 2009 coordinato da Carlo Casonato.

Il Direttivo ritiene che questa tecnica di promozione di PRIN, finora coronata da un successo che ci si augura riconfermato per il PRIN 2009 e per i successivi, sia da decisamente riproporre perché rivela un doppio valore: estrinseco, per le tematiche finora proposte (PRIN 2004: sulla devolution nel Regno Unito e in Europa; PRIN 2006: sulle “vie di comunicazione” del costituzionalismo contemporaneo; PRIN 2008: sul rapporto tra costituzioni e sicurezza dello Stato; PRIN 2009: sulla dignità della persona nelle costituzioni); e intrinseco, per il metodo democratico di consultazione da cui questi Progetti scaturiscono e per le attitudini partecipative che essi promuovono ed esprimono attraverso le unità che si costituiscono nelle Università.

In questo modo si può ragionevolmente sostenere che il Devolution Club è da alcuni anni un significativo protagonista della ricerca su scala nazionale e, poiché intendiamo proseguire su tale percorso, ci si augura che lo resti ancora a lungo.

PROPOSTE PER IL 2011

Alla luce di tutto quanto finora esposto, gli orientamenti di lavoro per il prossimo anno possono essere proposti all’Assemblea nel seguente modo :

  • realizzazione (in collegamento con le celebrazioni del Centocinquantenario dell’Unità) del Sesto Colloquio italo-britannico, sul tema del pensiero federalistico italiano da Carlo Cattaneo alla riforma del Titolo V (Londra, maggio);

  • realizzazione di un Colloquio italo-francese (Parigi, autunno);

  • supporto attivo agli eventi convegnistico-seminariali inerenti al PRIN 2008 “Costituzioni e sicurezza dello Stato” e, ove finanziato, al PRIN 2009 sulla dignità della persona nel diritto costituzionale ;

  • sviluppo, ove finanziati, dei PRIN 2010 sui temi 1) della sicurezza dello Stato (prosecuzione PRIN 2008); 2) del costituzionalismo islamico (nuovo progetto) ;

  • apertura della consultazione associativa su eventuali altri PRIN ;

  • realizzazione di un’intesa di cooperazione con l’ISSIRFA-CNR per iniziative comuni nel campo del diritto comparato su temi legati alle grandi politiche di decentramento europee e, in particolare, attivazione di un “tavolo bilaterale” italo-britannico su questioni inerenti alle politiche devolutive ;

  • intensificazione dei rapporti con la IACL (International Association of Constitutional Law);

  • acquisizione di fonti di finanziamento autonome da destinarsi all’attività di ricerca e alla partecipazione di giovani soci a convegni, seminari, ecc., ed eventualmente all’invito a eventi associativi di membri del Comitato scientifico.

  • bandire il concorso (con premio) per giovani ricercatori per il migliore articolo, da realizzarsi su un tema prescelto dal Direttivo;

  • realizzazione di un Colloquio italo-tedesco, sul tema del federalismo fiscale ;

  • verificare la praticabilità di un secondo Colloquio costituzionalisitco italo-scozzese ;

  • ripresa dei contatti con il danese Centre for the Constitutionalization of Europe;

  • inaugurazione di un filone seminariale dedicato alla storia costituzionale e alle costituzioni storiche.

Si chiede inoltre all’Assemblea:

  • di approvare l’ampliamento del Direttivo sotto il duplice profilo quantitativo (nuovi 3 componenti) e qualitativo (un privato-comparatista; uno storico del diritto; un politologo), dando mandato al Direttivo stesso di procedere alle relative cooptazioni ;

  • di nominare una Commissione di 5 soci, e di cui facciano parte di diritto due membri del Direttivo, incaricata di elaborare revisioni statutarie e di presentarle all’approvazione dell’Assemblea 2012.

Si invita l’Assemblea ad aprire il dibattito su questa relazione e, se lo ritiene opportuno, ad approvarla impegnando il Direttivo – e le persone di volta in volta da questo incaricate – di renderla operativa nei suoi orientamenti programmatici.

Firenze, 3 dicembre 2010

Per il Consiglio Direttivo:

Alessandro Torre