La pronuncia concerne la dottrina del Crown act of state.

A fronte della lamentata illegittimità della detenzione di cittadini stranieri disposta dal Governo britannico nel corso dei conflitti in Iraq e in Afghanistan, il Governo invocava la dottrina del Crown act of state in base alla quale le Corti di giustizia non possono dirimere controversie generate dal compimento all’estero di atti di high policy da parte di uno Stato sovrano, costituendo inoltre essa un veicolo di difesa a beneficio del Governo britannico avverso un’eventuale azione per risarcimento del danno derivante da fatti illeciti commessi da ufficiali delle forze armate britanniche nel corso di operazioni di pace oltreconfine, intrapresa da un cittadino straniero.

La Corte ha accolto la tesi governativa stabilendo che la suddetta dottrina è applicabile in tutti i casi in cui le azioni per risarcimento del danno muovano da atti governativi compiuti nel corso di operazioni militari all’estero e per i quali, dunque, il Governo non può essere perseguito.

 

Il testo completo della sentenza è disponibile al seguente link:

uksc-2015-0002-judgment

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